Sospesi

Corrono, cadono, volano, inciampano e si sollevano. Poi scivolano in silenzio, e corrono di nuovo.
Sono scene sospese. Fantasmi del passato. Figure fuori dal tempo e dallo spazio, a metà tra sogno e visione.
Ognuna con una storia da raccontare. Ognuna con qualcosa da insegnare.
Ci parlano delle loro angosce, delle paure e delle lacrime versate per qualcuno strappato troppo presto dalle loro braccia, ma anche di momenti di gioia e serenità, dove una carezza o un sorriso sono quanto più si possa desiderare. E nel farlo ci ricordano l’importanza della memoria e di come sia fondamentale per comprendere il presente. Di quella volta in cui si salvarono per miracolo da una bomba troppo vicina o di quando finalmente riuscì a strappare quel bacio tanto sognato. E nel vedere tutto questo, noi soffriamo e gioiamo con loro.
Ad un tratto poi, quelle figure tanto vive tornano ad esser semplici ritagli di vecchie foto. Le immagini sbiadiscono, tingendosi di grigio.
Così tutto torna a scorrere come prima, con la solita frenesia che ci trascina alla pari di un fiume in piena, portandosi via tutti i fantasmi.

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